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INTERVISTA A STEFANIA EDUCATRICE DI MONZA
Potete scaricare la trasmissione “SIGNORI E SIGNORE IL WELFARE E’ SPARITO!!” dal seguente link http://www.radiokairos.it/?page_id=712 (martedì 18 settembre 2012 ore18).

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Rassegna stampa

Consorzio Comunità Brianza, i dipendenti: “Sì al rispetto dei diritti

scritto da Valentina Vitagliano                                         mercoledì 05 settembre 2012

Mercoledì 05 Settembre 2012

monza-presidio-lavoratori-ex-cesed-mbUna ventina in tutto gli educatori e le educatrici delle Cooperative della Comunità Consorzio Brianza CCB (Meta, Tre Effe e Sociale della Brianza), ex Cesed, che questa mattina hanno deciso di entrare in stato d’agitazione organizzando un presidio in via Gerardo dei Tintori, a Monza.

guido-melesi-delegato-usb-mb«Da giugno i lavoratori hanno avanzato la proposta di un “superminimo” riconoscendo altresì la diminuzione del 20% come soluzione di mediazione sulla questione della riduzione dei contratti richiesta dalle Cooperative del Comunità Consorzio Brianza CCB – ha spiegato Guido Melesi, delegato Usb – La proposta è però rimasta inascoltata e l’unica comunicazione ricevuta parla chiaramente di una diminuzione di oltre il 38% degli stipendi». Un taglio questo, a detta del delegato, che rappresenterebbe quasi il doppio di quanto proposto dalle cooperative stesse durante le assemblee con i lavoratori e le parti sociali.

«Il problema, al contrario di quanto i vertici sostengono, non è di una contrazione del lavoro durante i mesi estivi, visto che anche questa estate le cooperative hanno fatto lavorare gli educatori sull’appalto Co.De.Bri. (Consorzio Desio Brianza). Ci troviamo davanti a logiche di precarizzazione: stanno assumendo altri educatori, con contratti a progetto e di collaborazione» ha sottolineato Melesi.

I lavoratori ora chiedono di rividere completamente la logica di gestire i servizi sociali attraverso appalti e rivendicano il rispetto dei contratti e del reddito.

pubblicato da: mbnews

 

 

 

 

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Cooperative rimandate a settembre

Martedi 4 settembre si è svolto l’incontro fra Punto San Precario di Monza, USB ed il consorzio Comunità Brianza. Fuori dalla sede del consorzio un presidio ha voluto ribadire che le educatrici e gli educatori non sono disposti ad accettare le indegne condizioni contrattuali poste dalle cooperative Meta, Tre Effe e Sociale della Brianza.

Le proposte fatte durante la trattative sono le stesse già fatte all’ultimo incontro di luglio:

-rispetto dei contratti

-“superminimo” che coprisse almeno l’80% delle ore tagliate

Sia la prima proposta che la seconda sono state rifiutate dalle cooperative, quindi le educatrici e gli educatori si trovano a dover affrontare una forte diminuzione sul monte ore annuale, questa incide in modo drastico sugli stipendi(per il mese di agosto agosto si parla di stipendi di 64 euro…).

Il ricatto a cui sono sottoposti queste lavoratrici è enorme tenendo conto del fatto che sono pagate ad ora effettivamente lavorata.

In seguito all’indisponibilità da parte delle cooperative a instaurare qualsiasi tipo di trattativa i lavoratori e le lavoratrici sono entrati in stato di agitazione ed indiranno un’assemblea nelle prossime settimane per organizzare le prossime mosse e lo sciopero è una delle più probabili opzioni.

Punto San Precario Monza

Qui di seguito il volantino distribuito al presidio.

COOPERATIVE RIMANDATE A SETTEMBRE

Le cooperative del Consorzio Comunità Brianza, Meta,Tre Effe e Sociale della Brianza, che lavorano sull’appalto Co.De.Bri.(Consorzio Desio Brianza), da febbraio continuano a rifiutarsi di rispettare i contratti delle educatrici e degli educatori imponendo una riduzione unilaterale di oltre il 38% del monte ore che va ad incidere drasticamente sui redditi degli educatori.

Una forma di intransigenza che si riscontra anche se negli ultimi sei mesi ci sono stati diversi tentativi di mediazione.

Lavoratrici e lavoratori sono ormai esausti di mettere in gioco la loro professionalità e il reddito delle loro famiglie; lavorando in un settore dove i salari medi sono inferiori ai 1000 euro, sanno che non è accettabile un’ulteriore riduzione dei loro stipendi.

Non parliamo solo del grande ricatto a cui sono sottoposte le educatrici, ma parliamo anche dei continui tagli a un settore, quello sociale, che è determinante nel fornire servizi fondamentali alla persona, come il supporto alla disabilità e al disagio sociale di minori.

Va rifiutata e completamente rivista questa logica di gestire i servizi sociali attraverso appalti per creare un supposto risparmio economico; quello che si determina è in realtà una forte precarizzazione dei lavoratori e l’inaridimento del servizio. La responsabilità non è quindi soltanto delle cooperative, ma anche delle amministrazioni, che continuano imperterrite a smantellare il proprio patrimonio in termini di welfare.

Gli educatori e le educatrici continueranno a rivendicare il rispetto dei loro contratti e del loro reddito ed adotteranno tutte le forme di agitazione necessarie per il conseguimento dei loro obbiettivi.

Più tentano di dividerci, ricattarci e precarizzarci, più ci troveranno uniti e determinati!

Cospira precario, inspira conflitto!

Punto San Precario Monza

monza@sanprecario.info

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COOPERATIVE RIMANDATE A SETTEMBRE: Gli educatori e le educatrici del Consorzio Comunità Brianza sono in stato d’agitazione.

In questi ultimi 3 mesi, da maggio-giugno, le cooperative subentrate all’appalto Ce.Se.D(Meta, TreEffe, Sociale della Brianza) hanno fatto di tutto per imporre alle educatrici dei contratti che prevedevano il taglio del 21% del monte ore previsto andando a determinare una forte riduzione degli stipendi.

Dal canto loro le educatrici e gli educatori, assieme al Punto San Precario di Monza hanno proposto alla fine di luglio un contratto che prevedesse un “superminimo” che andasse a coprire l’80% delle ore perse, mentre i sindacati confederali si sono limitati ad accettare senza condizioni il vergognoso taglio delle ore.

La proposta, come le altre fatte in precedenza, è rimasta inascoltata e l’unica comunicazione ricevuta a riguardo da parte delle coperative parla chiaramente di una diminuzione ulteriore del 38% degli stipendi.

Questo taglio è quasi il doppio di quanto proposto dalle cooperative stesse durante le assemblee con i lavoratori e le parti sociali, che era infatti “solo” del 20%. Le logiche imposte dalle coperative sono palesemente logiche di precarizzazione e ricatto dei lavoratori stessi.

E tutto ciò in un settore come quello sociale ormai gestito quasi solo tramite appalti al massimo ribasso che contribuiscono in modo determinante ad inaridire e smantellare i servizi forniti.

Per questo gli educatori e le educatrici che lavorano sull’appalto del CoDeBri (Consorzio Desio Brianza) gestito dalle Cooperative del Comunità Consorzio Brianza CCB (Meta, Tre Effe e Sociale della Brianza), hanno deciso di entrare in stato d’agitazione e parteciperanno al presidio, indetto dal Punto San Precario, del 4 settembre alle 9.45 a Monza in via Gerardo dei Tintori 18.

Questo presidio si svolgerà sotto la sede del consorzio Comunità Brianza in contemporanea ad un incontro con le coperative e Confcooperative e ciò che si vuole ottenere è esercitare la pressione necessaria per far si che la trattativa non sia un’ulteriore presa in giro per le educatrici e gli educatori.

Punto San Precario Monza

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(IN)formazione permanente: AUTISMO: DALLA CONOSCENZA TEORICA ALLA PRATICA EDUCATIVA

Il libro di Peeters espone cinque concetti teorici, integrati da una discussione sulla loro applicazione pratica

Il modello scolastico italiano dell’integrazione sancisce il diritto degli allievi disabili di essere educati nelle classi comuni. Tale modello, peculiare ed innovativo nel panorama mondiale, ha trovato nel tempo l’interesse e in parte l’applicazione anche in altri Paesi ed oggi la stessa Commissione Europea ne auspica lo sviluppo.

Una delle difficoltà maggiori che gli attori coinvolti nel processo educativo degli allievi disabili incontrano riguarda gli alunni con autismo, poiché esso implica la compromissione delle interazioni sociali e delle modalità comunicative, nonché la presenza di interessi ristretti, ripetitivi e stereotipati. Occorre infatti predisporre risorse, strumenti e spazi di lavoro in modo attento, per evitare le difficoltà nelle attività scolastiche o il rifiuto dello stesso ingresso in classe. Il modello basato sull’integrazione nelle classi comuni, cioè, può essere funzionale anche per le persone con autismo, se però, come afferma Antonella Valenti, docente di Pedagogia Speciale presso l’Università della Calabria, si adotta il principio di integrazione inversa, che vede l’integrazione come obiettivo ultimo e non come mezzo del processo educativo.

E’ perciò fondamentale che i docenti approfondiscano la conoscenza dell’autismo, in modo da predisporre attività adeguate. La letteratura scientifica di riferimento è oggi abbondante, e non mancano testi che illustrano nel dettaglio pratiche educative che si sono rivelate nel tempo efficaci. Una lettura interessante è il testo “Autismo. Dalla conoscenza teorica alla pratica educativa”, di Theo Peeters, scritto con la collaborazione di Hilde De Clercq ed edito da Uovonero.

IL VOLUME – In esso vengono illustrati cinque importanti concetti teorici, integrati da una discussione sulla loro applicazione pratica. Il primo capitolo espone la specificità dell’autismo come disturbo generalizzato dello sviluppo, che implica interventi educativi per tutta la vita. Il secondo illustra il problema del significato, legato alle peculiarità della percezione e degli stili cognitivi, ed offre interessanti suggerimenti per la pianificazione educativa. Il terzo tratta le difficoltà di comunicazione e suggerisce pratiche di tipo aumentativo, mentre il quarto affronta  i problemi di interazione, che necessitano dell’insegnamento graduale delle abilità sociali. L’ultimo capitolo riguarda l’immaginazione e propone approcci incentrati sul trattamento della causa. Il volume si chiude con un capitolo sulle percezioni sensoriali, di Hilde De Clercq e con una riflessione di Antonella Valenti sul bambino con autismo nella scuola italiana.

Si tratta di un testo che pone l’attenzione sull’approccio psicoeducativo, che prospetta l’insegnamento di una serie di competenze. Le recenti Linee Guida sull’autismo dell’Istituto Superiore di Sanità hanno raccomandato approcci di tipo cognitivo-comportamentale, provocando molta perplessità tra gli esperti di area psicodinamica. La lettura di questo testo, pertanto, può essere occasione di riflessione sui due differenti approcci e sulle loro implicazioni pratiche in campo educativo, sui loro effetti e sui risultati perseguibili.

 

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RASSEGNA STAMPA

Riprendiamo dal sito globalproject.info:

“Sul sociale non si taglia”

Senigallia – Manifestazione contro i tagli ai servizi per disabili

10 / 8 / 2012
Lunedì 6 agosto si è tenuta la prima manifestazione pubblica indetta dal “Comitato Famiglie Disabili”, contro i tagli ai servizi per i disabili, effettuati dall’Amministrazione Comunale. La manifestazione, dopo gli interventi dei genitori e di altri cittadini, si è trasformata prima in un corteo in centro storico e poi in un breve blocco del traffico.
Di seguito il comunicato sulla mobilitazione:
Sul sociale non si taglia
Lo stato non ha la disponibilità economica per sostenere tutti gli invalidi, loro devono collaborare come gli altri cittadini” (Mario Monti, 7 febbraio 2012)
“Non ci sono i soldi”. E’ questo il leitmotiv contro il quale si scontra ogni richiesta dei cittadini che si organizzano per rivendicare dei diritti, spesso elementari.Quando abbiamo detto di investire sulle case popolari o di riqualificare il patrimonio sfitto, di non svendere il patrimonio pubblico o di aumentare i fondi per le politiche di sostegno al lavoro, la risposta è sempre stata la stessa: “non ci sono i soldi”.
Questa è anche la risposta che l’Amministrazione Comunale ha dato alle famiglie dei disabili alle quali ha improvvisamente tagliato i servizi. E’ vero, i soldi non ci sono e questa non è una colpa dei Comuni, ma delle politiche europee fondate sui tagli allo stato sociale. Ad applicare queste politiche economiche in Italia è il Governo Monti. Un’Amministrazione Comunale in questa situazione ha due scelte, o diventare mera esecutrice di decisioni altrui o schierarsi con i propri cittadini. I soldi sono pochi, la coperta è corta, ma decidere da che parte tirare questa coperta, cioè a chi erogare i soldi, dipende tutto dalla volontà politica e non dai tecnici che ci governano.
I Comuni, oggi, sono strumenti per la traduzione sul piano locale di politiche di rigore che hanno come unico risultato l’impoverimento di tutti noi. Se la Giunta Mangialardi non vuole essere una semplice esecutrice, a nostro avviso, dovrebbe aprire il bilancio comunale alla città, confrontarsi con le parti sociali, con i suoi abitanti e farlo prima di approvare un bilancio e non dopo. E’ necessario che le politiche economiche comunali siano sottratte all’esclusivo ed escludente sapere dei tecnici e dirigenti per essere invece il risultato di una gestione partecipata, cioè essere oggetto di discussione politica pubblica. Serve un Consiglio Comunale Aperto che inviti la città a discutere del prossimo bilancio e quindi a poter decidere dove si taglia e dove no. Sui servizi pubblici, sociali, sull’istruzione e sulla salute, va posta una rigidità tutta politica, affermando: “qui non si può tagliare”.
Come Spazio Comune Autogestito Arvultùra, lunedì siamo scesi in piazza affianco del “Comitato Famiglie Disabili”, portando questi contenuti. La loro lotta è la nostra lotta e non lo diciamo in termini retorici o di mera solidarietà, ma perché le difficoltà che queste famiglie e i lavoratori stanno vivendo, è il risultato pratico, tangibile e quotidiano delle politiche economiche di rigore. Se non saremo in grado di porre almeno un argine, questo si ripercuoterà su tutti i servizi sociali. Sono in ballo la qualità e la dignità della vita di tutti noi.
Spazio Comune Autogestito Arvultùra
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RASSEGNA STAMPA

Riprendiamo dal sito repubblica.it/bologna:

Il valzer delle dade

Genitori , educatori e dade non hanno approvato i trasferimenti forzati decisi dalla Giunta per salvare posti di lavoro nei nidi e alle materne: gruppi educativi di ruolo spostati a settembre in altre scuole per concentrare l’assunzione dei precari tramite Asp-Irides in venti materne e 12 asili.
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Lo hanno detto prima dell’estate, lo ripetono ora con una nuova manifestazione. E sono educatori e collaboratori, questa volta, a farsi sentire invitando al “valzer delle dade”, lunedì 3 settembre alle ore 19 in piazza Re Enzo.
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Abbiamo cercato di capire che cambiamenti avrebbe determinato per l’organizzazione scolastica complessiva, per la continuità didattica, per la salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, per l’inserimento nella scuola pubblica dei bambini ancora in lista d’attesa”, scrive in un comunicato il Comitato per la difesa della scuola pubblica formato dal personale di nidi e materne.

Ma, nonostante la partecipazione del personale e dei genitori ad assemblee, dibattiti, riunioni istituzionali e convegni pubblici, a soli quindici giorni dall’apertura non è ancora chiaro cosa accadrà nelle scuole, come saranno composti i collettivi , quanti contratti di lavoro saranno realizzati con il personale a tempo determinato, quanti bambini formeranno una sezione dei nidi o di scuola dell’infanzia, quale personale gestirà i servizi ausiliari.

Non si era mai verificata tanta incertezza e confusione a pochi giorni dall’inizio della scuola e nessuna risposta è stata data ai numerosi quesiti posti dal personale e dai genitori che aspettano di sapere chi troveranno a scuola all’apertura”, continua la lettera di protesta. Di qui la prima manifestazione pubblica di educatori e dade, per “la stabilizzazione del lavoro precario, l’inclusione di tutti i bambini ad oggi esclusi e la difesa della scuola pubblica”.
Intanto il 28 agosto ci sarà la prima convocazione, per le precarie non ancora convocate da Asp-Irides, per coprire solo i posti vuoti in pianta organica.

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RASSEGNA STAMPA

VENEZIA: SI VINCE IL REFERENDUM DEL 3 AGOSTO, MA LA LOTTA PER LA DIFESA DEI SERVIZI SOCIALI NON E’ ANCORA FINITA!

27 Agosto 2012

Il Comitato “Indignato O.S.S.” dei lavoratori dell’assistenza domiciliare, dell’accudienza scolastica e della tutela dei minori del Comune di Venezia saluta con soddisfazione l’esito del referendum del 3 agosto 2012 riguardante la bocciatura della proposta dei contratti di “solidarietà” che, a grande maggioranza, gli stessi operatori hanno rifiutato nel nome della continuità di una lotta oggi ancora più irrinunciabile.

All’interno di questo quadro, che ha visto per la prima volta applicati basilari principi di democrazia sindacale, è evidente che le stesse burocrazie concertative che avevano optato per il voto favorevole alla proposta non sono ormai più credibili né maggiormente rappresentative. Nel contempo, non è affatto da criminalizzare tutta quella parte di lavoratori che le h seguite e che sentono ora il bisogno di ulteriori risposte. Compito primario è quello di coinvolgere tutta l’intera platea degli operatori in una nuova linea di difesa intransigente del diritto a mantenere il proprio posto di lavoro. Emerge, d’altra parte e con chiarezza, un elemento in questa vicenda; quando i lavoratori utilizzano gli strumenti della loro democrazia nei luoghi di lavoro, essi stessi si appropriano di un protagonismo sociale che li distingue dalle pastoie burocratiche delle solite sigle sindacali e li spinge ulteriormente a pronunciarsi per ciò che meglio può essere per loro.

Poco possono valere ora tutti i tentativi di qualche “malcapitato” funzionario (dal valore alquanto discutibile) che, con impegno degno di miglior causa, sta avviando una sorta di “raccolta firme” per ovviare al volere emerso dal voto LEGITTIMO, APERTO E DEMOCRATICO del referendum del 3 agosto ed avvallare forme davvero inconsuete di ricerca del consenso per poter comunque far passare ciò che i lavoratori stessi hanno sonoramente bocciato in seduta plenaria.

Davvero singolare che, in presenza di chiari ed arbitrari soprusi da parte dell’azienda “Ancora” circa il pagamento normale degli stipendi (anche questo mese molti operatori sociosanitari hanno visto grosse decurtazioni salariali) questi solerti “sindacalisti”, invece di cercar di difendere leggi, obblighi e normative che l’appalto prevede per la spinosa questione in essere, si dedichino, anima e corpo, ad annullare la chiara volontà di lotta che è emersa dal voto contrario ai contratti di “solidarietà”.

Una volontà che appare evidente e che richiama all’UNITA’ di tutti gli operatori contro il chiaro scopo dell’amministrazione comunale di far fuori definitivamente il servizio e lasciare ancora per qualche mese in mano alla stessa “ANCORA “ le sorti di questi lavoratori per poi cacciarli definitivamente.

Tutto questo è vergognoso!

Un Comune che chiude gli occhi di fronte a queste necessità sociali per poi avvallare altre forme di spese del tutto illogiche nell’ambito di un bilancio in cui sempre di più sembra emergere la sua totale inaffidabilità, è un Comune che non merita alcun tipo di fiducia (così come le forze politiche che lo sostengono) e che non può non essere bersaglio di durissime lotte che il Comitato “Indignato O.S.S.” cercherà di promuovere in ogni sua forma.

Per l’occasione è doveroso sottolineare, sempre nell’ottica della totale UNITA’ tra i lavoratori, che il Comitato “Indignato O.S.S.” mantiene una sua fisionomia identitaria sempre basata sulle necessità della lotta che le varie fasi di questa vertenza presentano. Non intende “sedersi” sulle posizioni di alcuna sigla sindacale e non persegue opere di feticismo esasperato per questa o quella organizzazione di rappresentanza. Il Comitato “indignato O.S.S.”per la sua natura estremamente aperta e democratica si rivela un organo di autocontrollo diretto di governo dello stesso servizio agli utenti e ne pone in primo piano tutte le problematiche che via via si presentano nel nome della più totale autodifesa dei diritti di tutti gli operatori sociosanitari dell’intero appalto.

NO ALLA VERGOGNA DEL CONTRATTO DI SOLIDARIETA’!

NO AI PRESUNTI “ESUBERI” ED ALL’ACCETTAZIONE DEL PIANO AZIENDALE!

NO AD ALCUNA FORMA DI RIFIUTO DELLA DEMOCRAZIA SINDACALE!

PER LA CONTINUAZIONE DEL SERVIZIO, DEL LAVORO E DEL DIRITTO ALL’ASSISTENZA!

PER LA TUTELA DEL WELFARE LOCALE CONTRO I PIANI DI CHIUSURA DEL COMUNE!

CONTRO GLI IMBROGLI DI ALCUNE SIGLE SINDACALI COMPIACENTI E PER UNA CHIARA VOLONTA’ DI LOTTA AD OLTRANZA PER IL MANTENIMENTO DEL SERVIZIO!

COMITATO DI LOTTA “INDIGNATO O.S.S.”

 FONTE:  lavoroemilitanza.blogspot.it


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