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COMUNICATO STAMPA 6° INCONTRO DELLA RETE NAZIONALE OPERATORI SOCIALI

6 inc retenaz

ANCONA 21 MAGGIO 2015

SABATO 23 E DOMENICA 24  MAGGIO 2015

ANCONA – CASA DELLE CULTURE – VIA VALLEMIANO 46

Ancona per due giorni diventa il luogo di confronto per gli operatori sociali italiani: Ancona, Jesi, Fabriano, Senigallia, Macerata, Firenze, Bologna, Mantova, Monza, Torino, Milano, Rimini, Roma le città di provenienza dei partecipanti al 6° Incontro della Rete Nazionale Operatori Sociali. In collegamento ci saranno anche le reti locali di Palermo, Napoli e Venezia alle quali non è possibile essere presenti fisicamente. Uniti per  difendere la dignità, la stabilità, la professionalità, i diritti e il senso del loro lavoro contro le politiche che hanno attaccato lo stato sociale, creando su vasta scala e a cascata, profondo disagio.

 

L’incontro è organizzato dalla Rete Diritti Operatori/trici Sociali Ancona –  “Ci hanno insegnato per anni che la nostra funzione fosse mediare tra le istituzioni e chi vive il disagio. Ma le istituzioni non danno più risposte né agli operatori né agli utenti, per cui mediare non ha senso: è ora di riaprire un ciclo di conflitti e di cambiamenti che sappia riproporre la centralità dei diritti delle persone rispetto ai profitti delle banche, c’è bisogno di una nuova stagione della solidarietà. Il settore sociale continua a essere falcidiato con un accanimento degno di miglior causa e per gli operatori sociali è in gioco la sopravvivenza in un contesto lavorativo ed esistenziale sempre più precario. Fondamentale e urgente è l’auto-organizzazione di chi lavora nel sociale nella costruzione della Rete locale e Nazionale, in collegamento con le associazioni di utenti e famiglie, che pratichi quella solidarietà concreta che è la base del cooperativismo e del lavoro sociale, che non accetti passivamente tagli alla qualità dei servizi e alle condizioni di lavoro, per l’autotutela dei nostri diritti e della nostra dignità”.

 

I lavori inizieranno sabato mattina alle 11.00 con la presentazione dell’esperienza marchigiana di Radio Senza Muri, la radio comunitaria luogo di incontro e di relazione animata da operatori sociali, utenti di diverse strutture di accoglienza, associazioni e singole individualità. La Radio ha una piena funzione sociale, fa conoscere e stimolare la riflessione sui diversi temi di attualità ed è un punto di incontro per persone che sono normalmente definite “aventi un disagio sociale” e persone che si usa definire “normali”. Il progetto prende spunto dall’eccezionale esperienza di Radio la Colifata, in onda dal 1991 dai giardini dell’ Ospedale psichiatrico J.L.Borda di Buenos Aires.

A seguire verrà presentata l’inchiesta realizzata dalla Rete Diritti Operatori/trici Sociali Ancona sulle condizioni di lavoro degli operatori del territorio, con la restituzione dei questionari raccolti in occasione dell’assemblea pubblica tenutasi il 28 febbraio 2015 presso la sala ANPI, e si terrà un confronto con gli operatori del territorio.

 

Temi di discussione dell’Incontro Nazionale, che si svolgerà sabato 23 pomeriggio dalle 14:30 alle 18:00 e domenica 24 mattina dalle 09:00 alle 13:30, saranno: “Quali proposte-azioni per l’attuazione della Piattaforma”; “Proposte sul lavoro estivo” e “Proposte sul riconoscimento dei titoli”.  Il 6° Incontro Nazionale è volto a dare operatività  alla Piattaforma prodotta nei precedenti 5 incontri e a incrociare e far convergere le azioni delle reti locali sui punti all’ordine del giorno.

Alle 18:00 di sabato 23 si terrà la presentazione del libro “La rivolta del riso. Le frontiere del lavoro nelle imprese sociali tra pratiche di controllo e conflitti biopolitici” con Renato Curcio (curatore) e alcuni operatori sociali che hanno partecipato al cantiere di socioanalisi narrativa che ha dato vita al libro stesso, che racconta del nebuloso mondo del sociale, di quel territorio che non viene descritto dal punto di vista retorico di chi vuole promuovere narcisisticamente se stesso – le imprese sociali – ma viene narrato e analizzato nella sua “nuda” verità dai LAVORATORI; da coloro che coraggiosamente hanno iniziato a smantellare alcuni finti miti e a prendere coscienza del proprio ruolo di lavoratori, non di volontari o missionari;
il contesto sociale, la soglia d’ingresso, il mandato, l’indeterminazione contrattuale, il volontariato obbligatorio sono alcuni degli argomenti scandagliati nei loro funzionamenti, nei loro dispositivi, in assenza di maschere.

 

Rete Diritti Operatori/trici Sociali Ancona

 

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foto volantino rivolta del riso

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Operatori del Sociale verso il 6° incontro nazionale. 23-24 Maggio ad Ancona

cosa fai di belloCome preannunciato si svolgerà ad Ancona il 6° Incontro Nazionale degli Operatori Sociali presso la Casa delle Culture Ancona in via vallemiano, 46.
La “Rete Diritti Operatori/trici Sociali” di Ancona sta lavorando da mesi per l’organizzazione e a poche settimane dall’inizio dei lavori è già tutto pronto.

Leggendo il programma si nota sin da subito una novità. La Rete Nazionale Op.Soc. ha predisposto un ampio spazio di tempo per incontrare e incontrarsi con i lavoratori del territorio anconetano e delle altre città che prenderanno parte all’assemblea per la prima volta . “Nei precedenti incontri ci siamo trovati ad avere poco tempo per i ragionamenti attorno alla piattaforma e al suo utilizzo, cosa che sentiamo ormai urgente e necessario. Questo succedeva perchè l’incontro nazionale veniva usato dalla realtà ospitante come possibilità di mettere in contatto i lavoratori del territorio con la rete nazionale cosa che, come ovvio, necessitava di molto tempo per l’ascolto delle diverse situazioni lavorative e di lotta ” racconta Cinzia degli EducatoriSenzaDiritti di Monza. ”Abbiamo pensato collettivamente di valorizzare questo momento perchè possa diventare una risorsa e un punto di forza della rete stessa invece che un impedimento. Sappiamo bene infatti quanto sia importante che i lavoratori abbiamo occasioni di incontro e di scambio di saperi. Nella giornata di sabato ci saranno due spazi per fare ciò. Uno alla mattina e l’altro alle 18 con la preziosa presentazione del libro “La Rivolta del Riso. Le frontiere del lavoro nelle imprese sociali tra pratiche di controllo e conflitti biopolitici” grazie alla presenza dei colleghi della rete OperatoriSociali Milano che insieme a molti altri hanno curato la stesura del testo”.

Sul riconoscimento dei titoli di studio gli ‘Educatori uniti contro i tagli’ di Bologna si stanno battendo da mesi. “Quello che chiediamo è di riconoscere la nostra professionalità – spiega Salvatore – Faccio questo lavoro da 11 anni ho una laurea e un master di specializzazione eppure sono considerato un educatore senza titolo. È davvero assurdo”. Mancano 200 firme alla petizione alla quale gli educatori invitano a partecipare! in chiusura di articolo trovate il link.

Il secondo tema è riferito alla ” non garanzia di reddito per i mesi estivi, ovvero per quel periodo dell’anno in cui i servizi sono sospesi causa chiusura delle scuole. Un altra delle folli regole non scritte del lavoro educativo. D’estate non c’è l’utenza quindi noi non veniamo pagati!” commenta così Stefania di Monza.

Insomma tanta carne al fuoco. Staremo a vedere cosa ne verrà fuori.

Stay tuned!

Il link della petizione: https://secure.avaaz.org/it/petition/Consiglieri_Regionali_Emilia_Romagna_Universita_Lega_delle_Cooperative_Regolarizzare_gli_Educatori_Senza_Titolo_con_una_/?nFsmdfb%29

 

IL PROGRAMMA del 6° Incontro Nazionale degli Operatori Sociali

SABATO 23 MAGGIO 2015
– ore 11:00 Inizio “Incontro con operatori/trici sociali del territorio”
– ore 11:00-11:20 Presentazione esperienza “Radio senza muri”
– ore 11:20-13:30 Restituzione dei questionari-inchiesta della Rete di Ancona e confronto tra operatori/trici del territorio
– ore 13:30-14:30 Pranzo autogestito

– ore 14:30 Inizio “6° Incontro Rete Nazionale Operatori Sociali”
– ore 14:30-14:50 Approvazione in assemblea plenaria dell’odg e aspetti organizzativi
– ore 14:50-16:20 Discussione punto 1 dell’odg “Quali proposte-azioni per l’attuazione della Piattaforma: a livello nazionale, riflettiamo sulla necessità o meno di portare la Piattaforma in Parlamento; a livello locale, riflettiamo sull’assunzione da parte delle varie realtà che compongono la Rete di due campagne: lavoro estivo e riconoscimento dei titoli”
– ore 16:20-17:00 Discussione punto 2 dell’odg “Proposte sul lavoro estivo”
– ore 17:00-17:40 Discussione punto 3 dell’odg “Proposte sul riconoscimento dei titoli”
– ore 17:40-18:00 Sintesi per punti delle proposte emerse in assemblea e chiusura dei lavori

– ore 18:00-20:00 Presentazione del libro “La rivolta del riso. Le frontiere del lavoro nelle imprese sociali tra pratiche di controllo e conflitti biopolitici” con Renato Curcio

– ore 20:30 Cena

DOMENICA 24 MAGGIO 2015
– ore 09:00 Inizio assemblea plenaria
– ore 09:00-09:30 Aspetti organizzativi
– ore 09:30-11:00 Discussione per tavoli di lavoro
– ore 11:00-13:00 Discussione in assemblea plenaria delle proposte-azioni emerse
– ore 13:00-13:30 Restituzione dei lavori e approvazione da parte dell’assemblea delle azioni da rendere operative nei territori
– ore 13:30 Chiusura dei lavori

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La Bella Addormentata nel Bosco. A True Story

Gli educatori “nostrani” si sono inventati gli aperitivi educativi che poi sono diventati caffè educativi per incontrare i loro colleghi che come tante belle addormentate nel bosco aspettano forse il principe azzurro. Qualcuno può dire loro che il principe azzurro non esiste e di andare a bere un caffè al piano terra il 20 di maggio alle 20.30? Saranno in buona compagnia.

Gli educatori “nostrani” si sono inventati gli aperitivi educativi che poi sono diventati caffè educativi per incontrare i loro colleghi che come tante belle addormentate nel bosco aspettano forse il principe azzurro. Qualcuno può dire loro che il principe azzurro non esiste e di andare a bere un caffè al piano terra il 20 di maggio alle 20.30? Saranno in buona compagnia.

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Principe Azzurro Cercasi: finale a sorpresa all’incontro nazionale degli Operatori del Sociale

caffèMa cosa c’entra una tazza di caffè se stiamo scrivendo dell’incontro tra gli Operatori del Sociale del 5 maggio 2013?

Andiamo con ordine. Nella prima domenica del mese di maggio 2013 50 opeatori del sociale di – quasi – tutta Italia e un rappresentante degli utenti di Torino, si ritrovano al Piano Terra di  Milano con il pretenzioso intento di creare un coordinamento nazionale.

 

Nulla di nuovo sotto il sole direte voi. Potremmo allora citare più o meno inopportunamente, K. Gibran quando dice che “una sinfonia dice in ogni momento una sola grande cosa. A volte due o tre grandi cose e poi la ripete ancora e ancora ogni volta in modo diverso”.

 

L’atmosfera tra gli operatori è carica e c’è voglia di discutere e di fare insieme anche perchè per molti questo incontro quasi-nazionale è una boccata d’ossigeno rispetto all’asfissia di certe situazioni locali, che sono tali non solo per la loro tragica condizione contrattuale ma anche per … se riuscite a terminare la frase avete anche trovato il senso dell’immagine della tazza, altrimenti vi consigliamo di proseguire la lettura.

 

Alcuni tra i lavoratori si sono già conosciuti negli anni di lotte e tentativi di coordinamenti tra i collettivi. Ma si sa, i tempi cambiano e c’è sempre un “buon” motivo per rimettersi in pista.

 

Molti altri però sono facce nuove che hanno risposto al tam tam di facebook e hanno attraversato mezza Italia per partecipare all’assemblea. E’ divertente sentire i diversi accenti nelle chiacchere durante il pranzo: firenze, venezia, torino, casalecchio di reno, milano, napoli, verbania, genova! mancano le isole e i collettivi del sud e chissà quanti altri.

Pasta alle olive, verdure e hummus. Dolci e dolcetti sono stati portati dalle Indignate Oss di Venezia. Gli Educatori di Casalecchio di Reno hanno curato le interviste andate poi in onda su Radio Kairos, molti hanno fatto foto e scritto il verbale. Insomma c’era una condivisione di mezzi e di strumentazioni. A preparare lo spazio erano già all’opera dalla mattina le EducatriciSenzaDiritti. Sei Educatrici tra Monza e Milano, e ripetiamo 6. Tenetelo a mente! E’ il secondo indizio per svelare l’arcano della maledetta tazza di caffè qui sopra.

 

E’ noto che questo primo incontro è stato promosso da alcune realtà che erano già in rete tra loro e i numeri erano volutamente ristretti. I promotori ci tenevano al fatto che i partecipanti condividessero già un agire comune sebbene questo agire fosse ancora per lo più virtuale.

 

Il giro di presentazioni e esposizioni delle proposte – “dieci minuti per realtà, non di più perchè deve esserci lo spazio per tutti e sopratutto dobbiamo avere tempo per discutere delle proposte dopo la pausa” ci spiega Cinzia del collettivo EducatoriSenzaDiritti – è stato per la maggior parte un ripetersi delle medesime rivendicazioni e il sottolineare reciprocamente le varie proposte. Ritardi o mancati pagamenti degli stipendi, copertura contrattuale sulla carta per 12 mesi, nella realtà la remunerazione è legata alla presenza o meno dell'utente o al meteo. Si al meteo! perchè se nevica e le scuole restano chiuse gli operatori del sociale, i missionari del 2013, non vengono pagati.

Questo ha palesato come le questioni sono percepite e vissute nella medesima misura a Napoli come a Torino.

 

Nonostante molte similitudini persisite una buona varietà di deliri aziendali come quello di una cooperativa che chiede 4.000 euro di quota sociale. Se non accetti non ti assumono.

L’assemblea termina un po’ in fretta e furia alle 18.30 perchè molti devono prendere i treni e tornare a casa.

Riescono comunque a lasciarsi con un unanime NO AI TAGLI AL WELFARE, ma siccome con gli slogan, lo sanno per esperienza anche gli operatori del sociale si ottiene poco, è stato messo sul piatto la necessità di lottare per il rifinanziamento dei fondi per le politiche sociali e ovviamente di stendere una piattaforma comune.

 

La prima assemblea del neonato Coordinamento dei lavoratori del sociale e utenti si è data appuntamento a Bologna per fine giugno per continuare i ragionamenti attorno al welfare ma innanzitutto per definire meglio gli obiettivi e con quali mezzi raggiungerli. Qualche idea l’hanno espressa ma preferiamo creare una certa suspance tra i nostri lettori e rimandare i dettagli al prossimo articolo.

 

Ah già! La tazza di caffè!

 

Sapete qual’è l’assurdità in tutta questa faccenda dei lavoratori del sociale e del loro incontro nazionale? E’ che erano in 50 da quasi-tutta-Italia e ogni realtà ha sottolineato quanta fatica ci sia nel coinvolgere i colleghi. Lavoratori che probabilmente pensano che essere pagati per fare questo mestiere sia un lusso, che tra educatore e volontario non ci sia grande differenza, che anche se non gli viene garantito il lavoro ma sopratutto il reddito non si debba lamentare.

E allora gli educatori “nostrani” si sono inventati gli aperitivi educativi che poi sono diventati caffè educativi per incontrare i loro colleghi che come tante belle addormentate nel bosco aspettano forse il principe azzurro. Qualcuno può dire loro che il principe azzurro non esiste e di andare a bere un caffè al piano terra il 20 di maggio alle 20.30? Saranno in buona compagnia.

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Operatori del Sociale: 5 maggio 2013 prove di collegamento.

supereducatore

Comitato Indignato o.s.s. di Venezia, Educatoricontroitagli di Bologna, Educatorisenzadiritti di Milano e Monza, Operatori Sociali non Dormienti di Torino, Salvailsociale di Genova, Operatori di Pisa, Collettivo degli Operatori del Sociale di Napoli. Questi i collettivi degli Operatori del Sociale che si sono dati appuntamento a Milano il 5 Maggio.

Forse per smaltire i postumi di una potente May Day 2013 sui temi di reddito diretto e indiretto, qualità e sfruttamento delle esistenze e dei territori . Questioni che un ingranaggio politico, culturale ed economico quale Expo 2015 porta drammaticamente all’evidenza.

Gli Operatori del Sociale si troveranno a Milano per discutere di sè, della loro condizione lavorativa sempre più precaria, di un sistema Welfare ormai ridotto all’osso, di una figura professionale, la loro, poco conosciuta e riconosciuta socialmente ed economicamente.

Abbiamo intervistato Valeria Drago, educatrice del collettivo EducatoriSenzaDiritti dell’area di Milano e Monza, per capire meglio di cosa si tratta.

Cosa vi aspettate dall’incontro di maggio?

Cercheremo innanzitutto di conoscerci meglio tra collettivi e di capire se ci sono le basi per costruire un coordinamento nazionale. Ci sembra onesto partire in questo modo sapendo quanto sia difficile mettere insieme i lavoratori. A dire il vero, prima ancora che mettere insieme i lavoratori, ci interessa confrontarci con gli altri collettivi per capire quali strategie hanno utilizzato per far prendere coscienza ai loro colleghi e scuoterli dal letargo in cui sembrano cullarsi. La condizione in cui siamo costretti è anche “merito” nostro, nel senso che spesso non abbiamo il coraggio di lottare per migliorarla.

Quali obiettivi vi siete posti?

Vediamo l’appuntamento del 5 Maggio come un primo tassello per la costruzione di un coordinamento nazionale che riesca ad individuare delle pratiche di lotta e degli obiettivi comuni sui quali muoverci in maniera omogenea. Non sarà certo facile e sappiamo che già altri ci hanno provato prima di noi, ma crediamo che i tempi siano nuovamente maturi per poterci mettere di nuovo le energie.

Dall’evento fb si capisce che l’incontro è tra i referenti dei collettivi che lo hanno indetto. Ci puoi spiegare le motivazioni di questa scelta?

Abbiamo pensato che come primo incontro fosse più semplice ragionare tra chi già condivide un percorso e, molto semplicemente, ha manifestato delle simpatie, politiche e perchè no, anche personali. L’altro fattore riguarda i numeri. Non volevamo creare sin da subito una dimensione assembleare ampia che avremmo difficilmente saputo gestire. Poi, facendo un po’ di autoironia, abbiamo detto che da bravi educatori crediamo nell’utilità di lavorare in piccoli gruppi. Questa decisione non ci ha impedito di aprire sin da subito anche ad altre realtà che si sono dette interessate. Teniamo a ribadire che dal momento in cui abbiamo pensato a questo primo appuntamento già ne avevamo messo in cantiere uno successivo allargato a chiunque fosse interessato.

Perchè la scelta è caduta sulla città di Milano?

Siamo stati noi del collettivo EducatoriSenzaDiritti a spingere affinché l’incontro si svolgesse a Milano e non era solo per una questione logistica. Abbiamo spiegato agli altri collettivi che essendo noi il collettivo più giovane ci sarebbe tornato utile in termini di visibilità e di aggregazione poter fare l’incontro da noi. Ci auguriamo quindi di veder passare al Piano Terra colleghi e colleghe del territorio. Magari per l’ora della merenda. Tra una tazza di te e qualche biscotto ci racconteremo un po’ di noi.

L’appuntamento è quindi il 5 maggio 2013 dalle ore 13 presso il Piano Terra di via Confalonieri, 3 a Milano.

Stay Happy

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Torino si veste di giallo: interviste e riflessioni sulla manifestazione di sabato 9 febbraio 2013 degli Operatori Sociali

09022013(029)Ieri Torino è stata attraversata da un lungo corteo con più di mille persone. Ma gli operatori del sociali non erano soli, con loro hanno percorso le vie del centro gli utenti di diverse comunità e i loro famigliari.
C’erano i lavoratori della coop. Il Gabbiano di Alessandria senza stipendio da Dicembre che sopravvivono grazie all’aiuto di parenti e famigliari come commenta una di loro: “ E’ svilente tornare a dipendere da tua madre quando hai 33 anni!”.
“Non ci resta che continuare a lottare” aggiunge Sandra mentre regge lo striscione di stoffa gialla con sopra scritto il nome della loro cooperativa, “Abbiamo in programma una manifestazione mercoledì 13 febbraio con partenza alle ore 9.00 dalla sede del CISSICA, committente di molti servizi a Alessandria, per arrivare davanti al Comune ” e conclude dicendo che non si fermeranno fino a quando la situazione non si smuoverà. Nonostante ciò Il Gabbiano, nelle parole dei suoi dipendenti, è una cooperativa che funziona e che fa di tutto per garantire continuità lavorativa e stipendi. Questa è una condizione riconosciuta anche da Rocco degli Operatori Sociali Non Dormienti, che sottolinea il fatto che “spesso le cooperative agiscono correttamente applicando il contratto nazionale e cercando di garantire i servizi avuti in appalto. Bisogna chiedere conto agli Enti della drammatica situazione in cui sono ridotti i servizi sociali”.

La complessa questione delle cooperative sociali la conosciamo bene anche in Lombardia. Servizi alla persona che vengono costantemente tagliati creando così un pericolosissimo circolo vizioso che vede da un lato operatori sfruttati, malpagati e costretti a un carico lavorativo sempre più ingente, (basti pensare che solo fino a qualche anno fa in alcune scuole a Monza, sedi dei progetti Polo, il rapporto numerico era di 4 educatori su un massimo di 6 bambini, oggi il rapporto è di un educatore su 2 bambini), e dall’altro il conseguente aumento del disagio sociale dovuto alla carenza di servizi e alla situazione generale dell’aumento dell’indigenza collettiva.

Ma la questione, lo sappiamo va posta altrove, trascende i territori e deve arrivare ad un livello di conflittualità nazionale. Lo ribadisce con noi Roberto anche lui del coordinamento Operatori Sociali Non Dormienti, da anni attivo sul territorio torinese, in rete con altri collettivi nati all’interno delle cooperative come Valdocco, Incontro e Il muretto.

Abbiamo chiesto a Roberto una riflessione in merito all’urgenza che avvertiamo di individuare alcuni obiettivi comuni che facciano da collante per le diverse mobilitazioni che hanno attraversato l’Italia in quest’ultimo anno e mezzo ma che siano sopratutto obiettivi praticabili per bloccare la tendenza che vuole la morte del welfare.

I tempi secondo noi sono maturi per fare il punto e rilanciare.

Nell’ultimo periodo abbiamo infatti assistito a numerose manifestazioni, presidi e scioperi da Napoli a Venezia, da Torino a Monza. Collettivi di educatori stanno nascendo un po’ ovunque, altri sono attivi da anni come ad esempio gli Educatori Contro i Tagli di Casalecchio di Reno che tenendo una trasmissione tutti i martedì su Radio Kairos fungono da crocevia per le varie iniziative.

Roberto concorda sull’importanza di lavorare per avere voce in capitolo sugli appalti che come è noto sono sempre più al ribasso e nel contempo pretendono una alta qualità dei servizi erogati. Roberto aggiunge un’ altra criticità evidente del sistema degli appalti, ovvero di creare due tipologie di figura professionale educativa: una pagata fino a 300 euro in più perché dipendente direttamente dai comuni e una seconda con pari qualifica e pari competenze che raggiunge i mille euro al mese quando va bene.

Alla manifestazione era presente anche Rebecca del Punto San Precario di Torino che ha valutato molto positivamente la riuscita della giornata di ieri frutto del lavoro che in primis hanno fatto i lavoratori stessi. “Questa crediamo sia un grande risultato e un grande stimolo per andare avanti” dice Rebecca.

La giornata di ieri fa pensare che i lavoratori possano organizzarsi per far valere i propri diritti e così facendo dimostrare responsabilità e serietà non solo verso il proprio lavoro ma anche verso la comunità in cui si trovano ad operare.

Il corteo che ha avuto il suo concentramento alla stazione Porta Nuova si è concluso in piazza Palazzo di Città con la musica della Samba Band ( “ Più servizi e meno tunnel” questo il loro slogan urlato durante il corteo”). A loro si sono aggiunti alcuni operatori con i loro utenti, tutti muniti di pentole e coperchi per un rumorosa ma accordata festa finale.

Vogliamo chiudere l’articolo con questa immagine perché crediamo rappresenti bene ciò che ha voluto significare la giornata di ieri: la lotta per avere condizioni lavorative migliori ha senso solo se si inserisce nella trama di un racconto più ampio che ha come obiettivo una comunità di uomini e donne fondata sulla cooperazione e sulla condivisione dove i bisogni fondamentali di ognuno, bisogno di cultura, sanità, arte, casa e informazione devono e possono essere garantiti a tutti.

educatorisenzadiritti.noblogs.org

 

Pagine utili Facebook:

Educatori Educatoricontroitagli (Casalecchio di Reno)

Collettivo Operatori Sociali Napoli (Napoli)

Operatori Sociali Non Dormienti (Torino)

Educatori SenzaDiritti ( Coordinamento Monza Brianza e Milano)

Comitato Indignato Oss Comitato (Venezia)

 

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Taranto chiama…gli EducatoriSenzaDiritti rispondono.

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Ci piace pensare che i lavoratori, che ancor prima sono uomini e donne,
riescano a pensarsi in un agire comune nonostante le diverse occupazioni lavorative o appartenenze geografiche.
Dal nostro punto di vista, che è quello di operai del socciale, consideriamo che ciò che deve accomunare non sono (solo) le richieste circa il riconoscimento economico del lavoro che svolgiamo, la valorizzazione delle nostre capacità professionali o quant’altro abbia a che fare con i diritti dei lavoratori.
Ciò che ci accomuna è la caparbietà nell’affermare con le nostre esistenze, che i territori in cui viviamo, le relazioni che intessiamo, la creatività che mettiamo in campo per rendere le nostre comunità dei luoghi basati sulla solidarietà e sulla cooperazione, non centrano nulla con le leggi del mercato, dell’economia e delle speculazioni finanziarie. Non barattiamo più nulla in cambio di un progresso economico che sventra le montagne, devasta i campi, ci induce a consumare ciò che non ci serve…
Ci piace pensare che gli uomini e le donne, come da sempre accade, riescano a dare vita a collettivi autorganizzati, in cui essere cittadini attivi, critici e costruttivi.

Anche noi Educatrici ci stiamo provando, con grande soddisfazione!
Un altro mondo è davvero possibile!

Tutto questo sentiamo che ci accomuna agli operai dell’ILVA.

Per questo saremo all’assemblea pubblica del 26 gennaio 2013
ore 15
Ex Chiesetta Parco Trotter
Ingressi via Giocosa,46 e via Padova, 69
MILANO
Coordinamento EducatoriSenzaDiritti di Monza Brianza e Milano
http://educatorisenzadiritti.noblogs.org/

Per approfondimenti:

http://liberiepensanti.altervista.org

http://www.facebook.com/CittadiniELavoratoriLiberiEPensanti

http://boccaccio.noblogs.org/post/2013/01/04/ilva-da-taranto-a-milano-due-giorni-di-lotta-e-controinfomazione/#more-2326

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IL NOSTRO CUORE BATTE ANCORA PIÙ FORTE

Durante lo sciopero degli Educatori e delle Educatrici del 30 novembre, il Consorzio Comunità Brianza che rappresenta le Cooperative Meta, Tre Effe, Sociale della Brianza, aveva riaperto a una ripresa della trattativa in data 21 dicembre.

Pochi giorni prima del 21 dicembre, il CCB ha annullato l’incontro e, di fatto, chiuso a ogni possibile trattativa sindacale per la firma di un accordo che ponesse fine alle problematiche dei lavoratori, problematiche, lo ricordiamo, nate a seguito del passaggio d’appalto dei comuni di Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Nova Milanese, Muggiò, Varedo rappresentati dal CoDeBri (Consorzio Desio Brianza).

A questo punto consideriamo la scelta fatta dal CCB di concordare la ripresa della trattativa sindacale per il 21 dicembre, data concordata con il Presidente (R. D’Alessi) e del Direttore (Barella) del CCB, come un’azione dilatoria e fatta solo per illudere ulteriormente i lavoratori e inasprire una vertenza sindacale iniziata quasi un anno fa.

Oggi ci ritroviamo davanti all’ennesima forzatura di cooperative che hanno deciso, supportate da Confcooperative, di continuare a lavorare in una logica di ricatto e massimo sfruttamento, in violazione di accordi firmati con le organizzazioni sindacali (6/2/2012), non rispettando il contratto nazionale e dimenticandosi la loro natura “sociale”.

Da tempo assistiamo, in via generale, alla trasformazione del mondo delle cooperative in un sistema di sfruttamento a basso costo dei lavoratori, cosa ormai risaputa e denunciata ampiamente dai media.  Ciò dovrebbe preoccupare ancora di più visto che queste logiche stanno arrivando nell’ambito del Sociale e nei servizi che riguardano da vicino le persone e i minori più indifesi e vulnerabili.

Ci chiediamo: come possono i Comuni e gli enti, non intervenire su queste cooperative che gestiscono i loro servizi in questo modo?  Come ci si possa nascondere dietro ad un appalto quando il fallimento della precedente cooperativa (ex Cesed) ha riversato enormi disagi sui lavoratori e su tutti gli utenti, i ragazzi e le famiglie che vivono nei loro comuni.

Per noi non è possibile peggiorare ulteriormente le nostre condizioni, non c’è più nulla da raschiare per persone che vivono con stipendi vicino, e a volte sotto, alla soglia di povertà (6/7 euro l’ore), persone pagate a “cottimo”, solo per le ore fatte.

Continueremo a chiedere e a lottare per i nostri diritti con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione dagli scioperi, alle mobilitazioni e alle vertenze legali con l’obiettivo di un accordo sindacale che individui le soluzioni ai problemi dei lavoratori.

Il nostro volantino dello sciopero del 30 novembre s’intitolava; “il nostro cuore oltre gli ostacoli” proprio per questo oggi ci sentiamo più forti e uniti davanti all’ingiustizie e ai ricatti e non ci rassegneremo mai alla logica del più forte che non rispetta le regole, perché è quello che insegniamo tutti i giorni ai nostri ragazzi.

Di seguito un video costruito dal Punto San Precario e dalla FOA Boccaccio che riporta le testimonianze delle educatrici al presidio sotto la sede del Consorzio Comunità Brianza durante lo sciopero del 30 novembre:

Punto San Precario Monza

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