GLI EDUCATORI SCENDONO IN SCIOPERO


 


 

 

 

 

 

Del servizio educativo e di assistenza per l’integrazione scolastica, del servizio di assistenza alla comunicazione disabili sensoriali e servizio educativo e di assistenza domiciliare  del consorzio Desio e Brianza, dipendenti delle Cooperative del Consorzio Comunità Brianza (Meta, Tre Effe, Sociale della Brianza)

ECCO PERCHÉ’ PROTESTIAMO:
– Lavoriamo senza contratto da quasi un anno e ora ci chiedono una riduzione secca di oltre il 38% del nostro salario.
– Ci pagano a cottimo, solo per le ore fatte, non rispettano il nostro monte ore, così non abbiamo nessuna garanzia di reddito a fine mese.
– Quando l’alunno disabile e’ assente per più di un giorno il Comune non paga e noi subiamo un taglio dello stipendio.
– Ogni volta che la didattica e’ sospesa per un qualsiasi motivo (sciopero insegnanti o custodi, gite scolastiche, occupazioni, neve, elezioni ecc.) i comuni non pagano e a noi decurtano il già magro stipendio.
– Nei tre mesi estivi i Comuni sospendono il servizio e noi non siamo pagati, non possiamo accedere agli ammortizzatori sociali dell’Inps, mentre potremmo essere impiegati in servizi educativi quali i Centri Estivi (Centri Estivi tra l’altro dati in gestione alle stesse cooperative)
– Ci muoviamo con il nostro mezzo privato da scuola a scuola e da utente a utente senza che ci riconoscano ne il tempo e ne il rimborso chilometrico
– Non abbiamo buoni pasto né ci è riconosciuta una pausa; spesso mangiamo in macchina durante gli spostamenti.
– Abbiamo stipendi che ci fanno vivere sotto la soglia di povertà (6/7 euro l’ora)

In molti casi seguiamo minori con grave disabilità psichica o fisica e forniamo un servizio indispensabile per le famiglie e anche per questo da anni siamo alla ricerca di un dialogo con i Comuni, rappresentati dal CoDeBri (Consorzio Desio Brianza) e con le Cooperative del Consorzio Comunità Brianza (Meta, Tre Effe, Sociale della Brianza) che gestiscono l’appalto, senza però avere ricevuto risposte adeguate.

LA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI CON APPALTI AL RIBASSO NON SOLO DANNEGGIA LA QUALITÀ DEL SERVIZIO E PROVOCA CONTINUI TAGLI ALLE FAMIGLIE MA HA ANCHE PRECARIZZATO UNA GENERAZIONE INTERA DI GIOVANI LAVORATORI CHE ORA SONO SENZA UN FUTURO.

VOGLIAMO CHE TUTTI, DALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI CHE SEGUIAMO, AGLI INSEGNANTI DELLE SCUOLE DOVE LAVORIAMO, SAPPIANO LE NOSTRE CONDIZIONI DI VITA E CI AIUTINO A INFORMARE

RIVENDICHIAMO il rispetto del contratto di lavoro
RIVENDICHIAMO la possibilità di vivere anche nei tre mesi estivi
RIVENDICHIAMO un trattamento economico almeno dignitoso
RIVENDICHIAMO che anche tutti gli altri lavoratori degli appalti, cooperative e non si decidessero a muoversi per far rispettare i loro più elementari diritti

Per questi motivi il 30 novembre scenderemo in sciopero, contro le cooperative e le amministrazioni. Pensiamo sia necessario costruire un fronte ampio nel mondo dei servizi sociali che vada oltre l’appartenenza ad una coop piuttosto che ad un’altra, un fronte che sappia esercitare pressione sulle amministrazioni e costringerle a smetterla di fare appalti al ribasso che non fanno altro che precarizzare i lavoratori e smantellare la qualità dei servizi offerti.

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16 Responses to GLI EDUCATORI SCENDONO IN SCIOPERO

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  4. USB says:

    LO SCIOPERO DELLE EDUCATRICI SBLOCCA LA TRATTAIVA CON IL CONSORZIO COMUNITA’ BRIANZA
    Ieri si è svolto lo sciopero delle educatrici/ori Treeffe – Meta – Sociale Brianza.
    A seguito dell’azione di lotta, le lavoratrici/ori, in presidio sotto la sede del Consorzio Comunità Brianza, ottengono un primo risultato: la riapertura della trattativa dopo due mesi di stallo.
    Dalle ore 11 alle ore 12, una delegazione delle lavoratrici/ori in sciopero, è stata ricevuta dal Presidente del CCB, Sig. D’Alessio e dal Direttore, Sig. Barella.
    Dopo una discussione che ha rimesso al centro dell’incontro le tematiche legate alla vertenza, si è concordato di incontrarci ufficialmente con le tre cooperative il 21 dicembre p.v. per ricominciare la discussione sulle problematiche aperte costruendo una agenda di punti a cui dare soluzione, per importanza e con priorità. Si riparte dalla piattaforma di accordo sindacale già presentata.

    Il sindacato USB ritiene positivo questo primo risultato, anche se parziale, ma significativo, sapendo che la strada è tutta in salita e che solo la lotta delle educatrici potrà obbligare le cooperative ad accettare le soluzioni necessarie per una riduzione della precarietà.
    Come USB, un ringraziamento a tutti i soggetti sociali, San Precario – Foa Boccaccio ed altri che, unitariamente, sostengono la lotta delle educatrici.

    USB Lavoro Privato Monza Brianza

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  8. Punto San Precario monza says:

    Il punto san precario non è un organizzazione sindacale e come tale non può indire formalmente sciopero. Quello che ci sta a cuore è che le rivendicazioni espresse dalle lavoratrici si traducano in risultati concerti.
    In questi anni gli educatori hanno maturato consapevolezza della loro condizione lavorativa e si sono resi conto che la delega non ha mai prodotto dei risultati soddisfacenti e si sono autorganizzati, questo per noi è un valore aggiunto

  9. beatrice says:

    cara sara
    però voler migliorare la propria condizione di vita e lavorativa per sè e per gli altri è il minimo che si possa fare.
    accontentarsi: mai!

  10. Franco says:

    Lo sciopero é indetto dal sindacto U.S.B. Monza Brianza a cui una quota delle educatrici é tesserata e che da tempo conducono la vertenza sindacale per ridurre la precarietà.

  11. ornella says:

    Sara forse un lavoro non lo ha, me ne dispiace, ma questo non significa farsi la guerra tra poveri. Ti assicuro che considerando tutto ciò che è stato dettagliatamente sopra specificato, alla fine lavoriamo per 3 0 4 euro l’ora e certamente non mi sento di dire: “fortunatamente un lavoro ce l’ho” oltretutto ci obbligano a corsi di aggiornamento gratuiti continui, stando così fuori casa dalle 7 alle 8 ore al giorno per vedercene retribuite la metà.

  12. Antonio says:

    Pieno appoggio

  13. Margherita says:

    A queste condizioni non mi sembra difficile poter avere un lavoro (questo lavoro)…forse per questo non lo vogliono fare in tanti…perchè non vieni anche tu a fare l’educatrice, saresti un’altra ed essere presa per i fondelli e sicuramente ti assumerebbero, così ti rendi conto di quanto devi dare, essere e di quante responsabilità devi avere per poter avere in cambio poche briciole e nessun riconoscimento, oltretutto non sempre in maniera semplice (a volte ti negano anche quelle). Se hai una famiglia non riesci a pagarci nulla e un lavoro del genere ti toglie quasi tutto il tempo da dedicarle, se il lavoro lo intendi come fonte da cui ricavare qualche centinaia di euro per poterti fare la vacanzina estiva e nel frattempo sei mantenuta dai tuoi genitori (vitto e alloggio) e non hai nessuna spesa da affrontare allora potrebbe anche andarti bene…ma non credo che ti accontenteresti di questo… Oggi molti il lavoro non ce l’hanno anche perchè sono queste le condizioni offerte e nessuno se le accolla, nel nostro caso proposte anche in maniera illegale in quanto non rispecchiano le condizioni precedentemente stipulate dagli appalti. E’ un abuso di potere, una vergogna, noi diamo valore e identità ai disabili, i nostri “colleghi statali” troppo spesso fanno una misera parte rispetto alla nostra, peccando di ignoranza e poca professionalità ma le loro condizioni contrattuali ed economiche sono “adeguate” e spropositate rispetto alle nostre…(questi lavorano con i nostri ragazzi, gli stessi che seguiamo!!)

  14. Genni says:

    A queste condizioni non mi sembra difficile poter avere un lavoro (questo lavoro)…forse per questo non lo vogliono fare in tanti…perchè non vieni anche tu a fare l’educatrice, saresti un’altra ed essere presa per i fondelli e sicuramente ti assumerebbero, così ti rendi conto di quanto devi dare, essere e di quante responsabilità devi avere per poter avere in cambio poche briciole e nessun riconoscimento, oltretutto non sempre in maniera semplice (a volte ti negano anche quelle). Se hai una famiglia non riesci a pagarci nulla e un lavoro del genere ti toglie quasi tutto il tempo da dedicarle, se il lavoro lo intendi come fonte da cui ricavare qualche centinaia di euro per poterti fare la vacanzina estiva e nel frattempo sei mantenuta dai tuoi genitori (vitto e alloggio) e non hai nessuna spesa da affrontare allora potrebbe anche andarti bene…ma non credo che ti accontenteresti di questo… Oggi molti il lavoro non ce l’hanno anche perchè sono queste le condizioni offerte e nessuno se le accolla, nel nostro caso proposte anche in maniera illegale in quanto non rispecchiano le condizioni precedentemente stipulate dagli appalti. E’ un abuso di potere, una vergogna, noi diamo valore e identità ai disabili, i nostri “colleghi statali” troppo spesso fanno una misera parte rispetto alla nostra, peccando di ignoranza e poca professionalità ma le loro condizioni contrattuali ed economiche sono “adeguate” e spropositate rispetto alle nostre…(questi lavorano con i nostri ragazzi, gli stessi che seguiamo!!)

  15. Genni says:

    A queste condizioni non mi sembra difficile poter avere un lavoro (questo lavoro)…forse per questo non lo vogliono fare in tanti…perchè non vieni anche tu a fare l’educatrice, saresti un’altra ed essere presa per i fondelli e sicuramente ti assumerebbero, così ti rendi conto di quanto devi dare, essere e di quante responsabilità devi avere per poter avere in cambio poche briciole e nessun riconoscimento, oltretutto non sempre in maniera semplice (a volte ti negano anche quel poco che ti spetta). Se hai una famiglia non riesci a pagarci nulla e un lavoro del genere ti toglie quasi tutto il tempo da dedicarle, se il lavoro lo intendi come fonte da cui ricavare qualche centinaia di euro per poterti fare la vacanzina estiva e nel frattempo sei mantenuta dai tuoi genitori (vitto e alloggio) e non hai nessuna spesa da affrontare allora potrebbe anche andarti bene…ma non credo che ti accontenteresti di questo… Oggi molti il lavoro non ce l’hanno anche perchè sono queste le condizioni offerte e nessuno se le accolla, nel nostro caso proposte anche in maniera illegale in quanto non rispecchiano le condizioni precedentemente stipulate dagli appalti. E’ un abuso di potere, una vergogna, noi diamo valore e identità ai disabili, i nostri “colleghi statali” troppo spesso fanno una misera parte rispetto alla nostra, peccando di ignoranza e poca professionalità ma le loro condizioni contrattuali ed economiche sono “adeguate” e spropositate rispetto alle nostre…(questi lavorano con i nostri ragazzi…gli stessi che seguiamo!!)

  16. sara says:

    ma cosa vi lamentate!!! di questi tempi già tanto che avete il lavoro…

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